Torrente Ravone: Life RainBo, tecnologia e capacità di resilienza

7 maggio 2019
Ravone RainBo

Sopralluogo alle centraline installate lungo il torrente con i tecnici del progetto

Lo scorso 16 aprile, durante un sopralluogo lungo le rive del torrente Ravone, i due tecnici Federico Grazzini (Arpae) e Franco Cima (Lepida) hanno spiegato i dettagli del Progetto Life RainBo alla stampa, dando particolare enfasi alla sperimentazione della piattaforma software orientata alla prevenzione e risposta alle situazioni di criticità, ma anche al coinvolgimento della cittadinanza per la comunicazione in caso di eventi e rischi conseguenti, con l'applicazione di crowdsourcing Rmap4RainBO.

Federico Grazzini di Arpae E-R, ha illustrato il caso del torrente Ravone, un piccolo torrente che, come molti altri che discendono dalle colline verso la città, nonostante siano spesso asciutti si possono riempire con grande rapidità a seguito di piogge violente, per cui sono da monitorare per capire esattamente le probabilità di rischio idraulico. “Il progetto RainBo – ha proseguito Grazzini – si è impegnato nella costruzione di una piattaforma di raccolta dati che preveda la possibilità di comunicare con i cittadini. E' previsto poi un altro lavoro che riguarderà la necessità di capire quali sono le aree a rischio e quindi stabilire dei protocolli con chi abita in quelle zone per eventualmente gestire situazioni di emergenza. Quello che si può fare, anche nel futuro, è di creare questi protocolli e poi, all'attivazione di una serie di allarmi, far seguire una serie di azioni, che potrebbero essere dei semafori che bloccano delle strade, o anche degli sms che arrivano a persone, o ancora delle sirene che possano attivarsi in certi casi, perché ci sono delle aree della città che sono particolarmente sensibili ad eventuali esondazioni”

 

Franco Cima di Lepida SpA, ha evidenziato l'importanza dello “strumento che all'interno della piattaforma permette anche ai cittadini di collegarsi e di segnalare eventuali situazioni pericolose”. Una piattaforma quindi che - per dirla con lo stesso Dott. Cima - “permette ai comuni di pianificare rischi e creare mappe di vulnerabilità per il territorio. Il che, tradotto in concreto, significa fare in modo che il cittadino sia avvertito prima che succeda l'evento, e non è sempre facile: gli eventi sono catastrofici proprio in quanto improvvisi, però con questa piattaforma stiamo cercando di creare un sistema di allertamento preventivo per i cittadini”.

Appuntamento al 7 giugno, presso il Comune di Bologna, per l'evento finale in cui verrà presentata la piattaforma e il suo funzionamento.

Fonte: Bologna Today